Venezia – una manifestazione per la Palestina, che ha parlato alla “gente comune”

Ieri a Venezia la Palestina, che la macchina coloniale sionista-occidentale cerca invano di
cancellare da un secolo, ha fatto arrivare la sua voce. Una voce che si è sentita forte e
chiara, in una zona molto affollata della città – dalla stazione ferroviaria a Rialto.

Non era scontato perché la giornata di solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese
per gridare “stop immediato al genocidio”, contro lo stato sionista e i suoi protettori (per
primo il governo Meloni), era nata sotto cattivi auspici. Due convocazioni quasi sovrapposte:
l’una a Venezia del Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, GPI, TIR, Sumud, studentesse/studenti per la Palestina e altri ancora; l’altra a Mestre da parte di un soggetto che si erge a leader della comunità bengalese, e di recente ha dichiarato la sua affinità niente meno che a Fratelli d’Italia – un chiaro tentativo di sabotare la nostra iniziativa, che però è fallito (ufficialmente per la pioggia, che c’era anche a Venezia…). Una delle cose più belle di ieri è stata la partecipazione attiva, dall’inizio alla fine, di decine di operai bengalesi al corteo, desiderosi di essere in testa ad esso.

L’avevamo preparata – noi del Comitato permanente e della TIR – con una diffusione a
largo raggio sui luoghi di lavoro, nelle moschee, negli ambienti universitari. Non è stato un
lavoro sprecato. Soprattutto l’avevamo preparata con l’intento di parlare alla gente
comune (la comune umanità lavoratrice), convinti come siamo che in essa, sotto una coltre di apatia
e di sfiducia, non possono non esserci, compressi, sentimenti di orrore, ripulsa, e anche di
rabbia verso l’operazione genocida in corso a Gaza e la parallela operazione di pulizia
etnica in corso in Cisgiordania.

Perciò abbiamo apprestato un volantino elementare che è stato distribuito in molte centinaia di copie ai passanti (anche in lingua inglese, per i turisti – v. sotto). Inoltre alcune compagne del Comitato hanno predisposto cartelli con alcune decine di foto e di nomi (tra le decine di migliaia) di bambini assassinati dal terrorismo sionista in questo anno e mezzo, in quello che è, tra l’altro, un mostruoso infanticidio di massa – con questi cartelli abbiamo aperto la manifestazione. Per la stessa ragione, infine, abbiamo svolto dall’inizio alla fine del corteo uno speakeraggio rivolto a chi era fermo o doveva fermarsi per il nostro passaggio. Basta parlarsi addosso!

Il corteo era modesto – alcune centinaia di manifestanti – ma nei diversi campi e campielli e lungo il tragitto di Strada nuova, siamo riusciti a parlare a migliaia di persone, a cui abbiamo presentato in modo stringente, la nostra propaganda, spiegando nel linguaggio più semplice e accessibile possibile una questione storica e attuale complessa e drammatica. Almeno ci abbiamo provato, e sia lungo il percorso che alla fine abbiamo raccolto reazioni francamente positive.

Apriva il corteo lo striscione: Dalla Palestina allo Yemen, con la Resistenza, contro Israele, NATO, governo Meloni. Ci è parso doveroso un omaggio agli irriducibili yemeniti che in questi giorni, opportunamente scaricati dai perfidi ayatollah iraniani (“loro sono autonomi”), hanno dato prova di voler continuare a sostenere la resistenza palestinese. Né abbiamo mancato di ricordare quanti qui in Italia, per manifestare la stessa solidarietà, sono in carcere, a cominciare da Anan Yaeesh, o sono colpiti da provvedimenti di polizia, come è accaduto a 4 compagni che avevano partecipato a Padova al presidio del 18 marzo davanti all’università, a cui sono stati comminati altrettanti fogli di via. L’approvazione del DDL 1660 che ha ripreso di corsa il suo iter, renderà ancora più difficile questa attività – ma, si è gridato in corteo, la repressione non ci fermerà.

La giornata era cominciata con il presidio davanti alla Ferrovia, che si è via via ingrossato e animato, con interventi nostri, dei GPI, Sumud, Coordinamento veneto per la salute pubblica, ed altri organismi. Insomma, una giornata che segna qui un primo risveglio della mobilitazione per la Palestina che partì immediatamente il 10 ottobre 2023 con un affollato presidio, e si è poi sviluppata in una serie di iniziative, la più importante delle quali lo scorso 1° maggio, conclusa davanti ai cancelli della Fincantieri a Marghera.

Si ricomincia, con una buona partenza. Ma è solo un inizio, in parallelo ad altre iniziative analoghe in altre città, come Genova, dove la TIR e il Si Cobas erano in piazza assieme alle organizzazioni palestinesi e a coloro che si sono mobilitate nell’ultimo anno e mezzo contro il genocidio a Gaza, l’occupazione sionista e a sostegno della resistenza palestinese.

La mobilitazione contro il piano di sterminio del regime sionista deve essere rilanciata, in un quadro internazionale reso più complesso dalla tambureggiante iniziativa di riarmo e preparazione di un nuovo conflitto mondiale che vede protagoniste tutte le grandi potenze e il loro seguito di alleati. La crisi dell’ordine mondiale e il piano inclinato che conduce inesorabilmente ad una nuova guerra mondiale, per affermare una diversa spartizione del mondo fra le coalizioni imperialiste di entrambi i fronti in conflitto, pone in primo piano la necessità di unire la lotta contro il genocidio a Gaza e l’oppressione neocoloniale con la necessità di contrastare il riarmo, l’economia di guerra, le manovre repressive come l’imminente approvazione del DDL ex 1660, volte ad assicurare che la tendenza alla guerra possa affermarsi senza alcun ostacolo. A questo compito occorre lavorare incessantemente con tutte le forze – il primo appuntamento nazionale su cui convergere, lo si è confermato alla fine del corteo di Venezia, è quello del 12 aprile a Milano.

Stiamo manifestando per la Palestina : Stop al genocidio, ora! Non restate a guardare, unitevi a noi!

Fermiamo insieme questo orrendo massacro!

Quattro giorni fa, il governo Netanyahu ha rotto a tradimento la tregua concordata con la Resistenza palestinese, e ha ripreso i bombardamenti su Gaza. Ci sono già un migliaio di morti e migliaia di feriti, nella quasi totalità bambini e donne. La popolazione palestinese che vive lì, sulla propria terra, da secoli, ora non sa più dove rifugiarsi.

Dopo avere assassinato decine di migliaia di abitanti, Israele – d’accordo con gli Stati Uniti – intende deportare da Gaza tutta la popolazione, di cui ha distrutto le case, i campi, le strade, le scuole, le università, gli ospedali, i luoghi di culto. Ieri ha fatto a pezzi l’ultimo ospedale della città che curava il cancro.

È un crimine abominevole, che nasce dalla pretesa colonialista, imperialista, razzista del potere sionista e di chi lo protegge (Stati Uniti e Unione Europea), di dettare legge in Medio Oriente e in ogni angolo del mondo, sfruttando e saccheggiando tutto e tutti a volontà.

Lo stato italiano, il governo Meloni, le imprese italiane, le università italiane, i mass media italiani sono totalmente complici di questo crimine abominevole contro il popolo palestinese e contro l’umanità, perché sono schierati totalmente dalla parte di Israele.

Ma da più di un secolo il popolo palestinese resiste con un orgoglio, una dignità, una capacità di organizzarsi e lottare che è diventata un esempio per le masse oppresse e sfruttate di tutto il mondo. Altro che terrorismo! Terrorista è chi bombarda da migliaia di chilometri di altezza sapendo che i palestinesi non hanno contraerea, chi tortura i carcerati e le carcerate, chi usa lo stupro come arma di guerra (lo ha dichiarato anche l’Onu), chi affama la popolazione non facendo entrare gli aiuti umanitari, inquina le acque, distrugge gli alberi e le greggi – terrorista è lo stato sionista.

I governi arabi non hanno mosso un solo dito contro Israele, e così le grandi potenze come Cina e Russia. Per cui c’è un solo modo per fermare questa devastazione: manifestare nelle piazze di tutto il mondo, gridare la nostra rabbia e la nostra indignazione, imporre alle imprese, alle università, ai governi di rompere ogni rapporto con Israele!

Per questo vi diciamo: unitevi a noi! Manifestate insieme con noi! Gridiamo insieme, forte, più forte che possiamo: STOP AL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE, ORA!

No alla deportazione degli abitanti di Gaza!

Fermiamo la macchina di morte sionista e i suoi complici!

Contro il riarmo, i decreti sicurezza, il governo Meloni.

CON LA PALESTINA FINO ALLA VITTORIA!

Venezia, 22 marzo 2025

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo, Marghera – GPI -Studentesse e studenti per la Palestina – Sumud – TIR

-cicl. in prop. Piazzale Radaelli, 3, Marghera

We are demonstrating for Palestine: Stop the genocide, now! Don’t stand idly by, join us! Let’s stop this horrendous massacre together!

Four days ago, the Netanyahu government treacherously broke the truce agreed with the Palestinian Resistance, and resumed the bombing of Gaza. There are already a thousand dead and thousands injured, almost all children and women. The Palestinian population who have lived there, on their own land, for centuries, now no longer know where to take refuge.

After murdering tens of thousands of inhabitants, Israel – in agreement with the United States – intends to deport from Gaza the entire population, whose homes, fields, roads, schools, universities, hospitals and places of worship it has destroyed. Yesterday the zionist army tore apart the last hospital in the city that treated cancer.

It is an abominable crime, which stems from the colonialist, imperialist, racist claim of the Zionist power and those who protect it (the United States and the European Union), to dictate the law in the Middle East and in every corner of the world, exploiting and plundering everything and everyone at will.

The Italian state, the Meloni government, Italian companies, Italian universities, the Italian mass media, are totally complicit in this abominable crime against the Palestinian people and against humanity, because they are totally on Israel’s side.

But for more than a century, the Palestinian people have resisted with a pride, a dignity, and an ability to organize and struggle that has become an example for the oppressed and exploited masses around the world. Far from terrorism! Terrorists are those who bomb from thousands of kilometers above sea level knowing that the Palestinians have no anti-aircraft guns, those who torture prisoners, those who use rape as a weapon of war (the UN has also declared it), those who starve the population by not letting humanitarian aid in, pollute the waters, destroy trees and flocks – the terrorist is the Zionist state.

Arab governments have not lifted a single finger against Israel, and neither have the great powers such as China and Russia. So there is only one way to stop this devastation: to demonstrate in the streets all over the world, to shout our anger and our indignation, to force companies, universities, governments to break all relations with Israel!

This is why we say to you: join us! Demonstrate together with us! Let’s shout together, loud, as loud as we can: STOP THE GENOCIDE OF THE PALESTINIAN PEOPLE, NOW!

No to the deportation of Gazawi people!
Stop the Zionist killing machine and its accomplices!
Against rearmament, the security decrees, the Meloni government.

WITH PALESTINE UNTIL VICTORY!

Venice, 22 March

-cicl. in prop. Piazzale Radaelli, 3, Marghera