
Qui di seguito il verbale della riunione on line del 29 marzo scorso nella quale si è decisa la convocazione di una settimana di iniziative “contro l’emergenza”, per la “tutela della terra e la prevenzione sociale” nella quale far vivere in tutte le iniziative correlate la denuncia del riarmo e della spesa militare e di mettere in luce le necessità sociali e ambientali calpestate, senza eccezione, da tutti i governi, centrali e regionali.spesa sociale, prevenzione, spesa militare,
La proposta di incontrarsi è partita da Napoli (Iskra e Assemblea popolare di Bagnoli) e ha coinvolto un certo numero di città e di collettivi impegnati in iniziative contro le “emergenze” (idriche, da bradisismo, speculazione energetica, crolli di scuole, alluvioni, carenza di case, di strutture e servizi sanitari, incendi, grandi opere, raffinerie, servitù militari, pfas, etc.), tutte prodotte da un capitalismo dal carattere sempre più anti-sociale e anti-ecologico. Intervenendo, abbiamo raccomandato di fare il massimo sforzo per superare il localismo e il particolarismo, sempre rovinosi, anzi pestiferi, e di coordinare il più possibile le azioni di lotta dal momento che i poteri che abbiamo di fronte (governo, stato, BCE, UE, NATO, etc.) sono poteri altamente centralizzati. (Red.)
A partire dall’appello che ha convocato questo secondo momento assembleare [tenutosi il 29 marzo], si è stabilito di costruire una campagna comune sui temi della prevenzione e delle spese sociali per comunità e territori, contro le spese belliche e i soldi investiti nel riarmo.
Il tema della guerra rientra nella costruzione della campagna come forma attuale che determina l’attuale assetto economico di risposta alla crisi, sia dal punto di vista delle risorse da dirottare e delle spese necessarie al processo di riarmo, sia come obiettivo politico da perseguire in ogni intervento statale. Non un centesimo per la guerra, dunque, ma spese per la cura e la gestione sociale di aree periferiche, abbandonate o soggette a disastri ambientali di vario genere e grado. La campagna vuole porsi, tramite slogan brevi ed efficaci, come strumento che dialoghi con le comunità parlando di tutela e prevenzione di terra e persone, contro il modello di sicurezza che viene imposto dal governo Meloni (dal DDL 1660 al modello Caivano).
Questa assemblea lancia, a partire da questa necessità, una settimana di attivazione e di mobilitazione dal 5 aprile (data di nascita della NATO) al 12 aprile. Si è stabilito di mettere anche a disposizione date già esistenti, come nel caso della data di sciopero indetta dal Si Cobas l’11 aprile e della manifestazione al fianco del popolo palestinese e contro la guerra “in casa nostra” del 12 aprile a Milano.
L’invito nelle varie iniziative locali è quello di tenere le singole e specifiche condizioni dei diversi territori entro una cornice politica comune guidata dai temi della campagna.
Le iniziative previste nelle varie città sono in aggiornamento. Le date sinora comunicate sono le seguenti:
- Napoli (Iskra, assemblea popolare Bagnoli): presidio al comune di Napoli per richiedere, dopo l’incontro degli abitanti a Roma, soluzioni immediate per gli sfollati, ma soprattutto garanzie per il rientro in sicurezza entro 150 giorni nelle proprie case (4 aprile). Il giorno 5 aprile ci sarà una probabile giornata di attivazione a Pozzuoli;
- Bologna (Crash; Plat). Proposta di campagna muraria durante la settimana di attivazione e partecipazione al Bologna Climate Pride con appello condiviso (12 aprile);
- Aquila (Casematte). Produzione di striscione con slogan comune durante la marcia per le vittime del terremoto (5 aprile);
- Roma (Quarticciolo). Il 5 aprile durante la manifestazione per salute e spese sanitarie contro l’economia di guerra sarà declinato anche sui temi proposti dalla campagna. Si propone di ragionare sulla costruzione di 25 aprile locali improntanti su guerra e gestione delle risorse;
- Genova (coordinamento provinciale dei lavoratori SI cobas). Utilizzo dello sciopero dell’11 aprile come pratica e non solo slogan contro il riarmo, che all’interno di blocchi parli di guerra e spesa sociale;
- Viterbo (Rete dei comitati e dei collettivi in lotta): 5 aprile al Forlanini, per la sanità contro la guerra. Picchetto sciopero 11 aprile con lo slogan della campagna;
- Firenze (Cpa): il 5-6 aprile a Firenze ci sarà il congresso federale della Lega. Si utilizza questa giornata di mobilitazione contro il riarmo. A partire dalla specifica condizione fiorentina dovuta all’alluvione, si generalizza e politicizza la questione proprio tramite la campagna comune;
- Marghera (TIR): iniziativa il 3 aprile contro il riarmo e per la spesa sociale.
- UG: appoggio a iniziative locali e indicazione di sostegno.
PROPOSTE DI SLOGAN COMUNE:
(1) CONTRO RIARMO E MILITARIZZAZIONE
MESSA IN SICUREZZA, SPESA SOCIALE E PREVENZIONE
(2) NON VOGLIAMO LA GUERRA MA LA SICUREZZA DEI NOSTRI TERRITORI: NO AL RIARMO
(3) L’UNICA SICUREZZA CHE VOGLIAMO È QUELLO DEI TERRITORI
(4) LA VOSTRA SICUREZZA CI FA PAURA – TERRA E PERSONE RICHIEDONO CURA
Vari interventi hanno però problematizzato l’uso del termine “sicurezza” come rivendicazione in quanto ambiguo. Ciò poiché la risoluzione governativa dell’emergenza si incentra esattamente su un modello securitario, in cui la sicurezza viene identificata con processi di militarizzazione e di pacificazione sociale delle comunità. Al termine sicurezza possiamo opporre il concetto di “tutela”.
Per rendere maggiormente comprensibile il richiamo alla guerra all’interno delle declinazioni locali dei territori, si è sottolineata l’importanza di parlare di riarmo e spese belliche per indicare lo sbilanciamento dei fondi possibilmente stanziabili per la prevenzione sociale.
PROPOSTA FINALE DI SLOGAN:
CONTRO L’EMERGENZA: TUTELA DELLA TERRA E PREVENZIONE SOCIALE
NON UN EURO PER IL RIARMO E LA SPESA MILITARE!