Lo
sciopero di oggi contro la Finanziaria non deve servire a tirare la volata
elettorale ad un nuovo governo Prodi (che di finanziarie ne ha già varate anche
di peggiori per i lavoratori), ma a difendere gli interessi della classe
lavoratrice.
Ė
vergognoso che le Confederazioni abbiano revocato lo sciopero per i lavoratori
della scuola, con la scusa che il Consiglio dei ministri ha finalmente firmato
il contratto scaduto da due anni. Tanto più che nella Finanziaria il governo
non ha stanziato le risorse per il contratto che scade a gennaio. I sindacati
si sono prestati al gioco di dividere il fronte dei lavoratori, che lo sciopero
generale dovrebbe unire.
La
Finanziaria significa cose ben diverse per i lavoratori e per i capitalisti.
Per
le imprese:
- taglio
di 1 punto delle aliquote contributive ( costo totale 2 MD di €), - altri
due miliardi per crediti agevolati alle imprese che perdono la disponibilità
del fondo TFR
Ecco
perché la Confindustria ha dato un giudizio positivo sulla Finanziaria…
Per
i lavoratori:
- aumenti
inevitabili delle tasse locali e dell’ICI (visti i tagli a Province e Regioni), - che
si aggiungono al caro benzina, metano, elettricità, mentre gli sgravi
sull’IRPEF, sbandierati dal governo, per i lavoratori vengono mangiati dal fiscal
drag. - Taglio
di 55 mila posti lavoro Co.co.co e a tempo determinato negli enti locali, e di
27 mila precari dell’università. - A
questo si aggiunge lo scippo del TFR, che viene ipocritamente presentato come
un mezzo per garantire il futuro dei giovani lavoratori, dopo che si sono loro
dimezzate le pensoni!
Non
ci sono i soldi, ma il governo li trova
- per
dare ai senatori prebende da distribuire per la campagna elettorale, - per
l’esenzione dall’ICI delle attività commerciali della Chiesa e “organizzazioni
no profit”, che saranno usate per evadere il fisco,
ma
soprattutto per finanziare le spese di guerra:
- per
la spedizione militare in Irak (un miliardo di euro in due anni), - per
polizia e carabinieri (250 milioni) - e
per le nuove fregate Fremm da costruire con la Francia (30 milioni come
anticipo per un programma di 15 anni). - E
l’80% dell’8 per mille dato allo Stato va a finanziare missioni militari!
Con lo sciopero di oggi opponiamoci anche agli interventi
militari dell’imperialismo italiano all’estero, chiediamo il ritiro immediato dei
militari italiani dall’Irak!
La
nostra lotta contro il deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori
non deve limitarsi alla Finanziaria.
► Organizziamo la difesa del
salario; unifichiamo il fronte delle categorie in lotta per il contratto, a
partire dai metalmeccanici;
► rivendichiamo un salario minimo decente per tutti i lavoratori,
anche precari e non garanti,
il cui valore aumenti automaticamente con l’aumento dei
prezzi,
► Opponiamoci allo scippo del TFR a vantaggio dei voraci fondi pensione!
Comitato di Lotta Internazionalista
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