Il regime di Assad era davvero amico della causa palestinese? E i nuovi governanti di al-Julani?

Proteste a Idlib contro l’amministrazione di HTS La criminale determinazione con cui lo stato sionista ha occupato in questi giorni il 5% del territorio della Siria e sta devastando impunemente, con le lodi di tutti i mass media occidentali, i porti e altri luoghi della Siria, sede di veri o presunti depositi di armi; il trionfalismo del “primo ministro dell’occupazione” Netanyahu che afferma: “Un nuovo capitolo è iniziato nella storia

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Is the fall of Assad at the hands of the Islamist militias the liberation of the Syrian people? There are many reasons to doubt this

With sensational rapidity, the Assad regime has collapsed. With the support of Hezbollah, Iran and most recently Russia gone, its power apparatus has unraveled like snow in the sun even in its historic stronghold Damascus, which is now in the hands of the HTS and its allies. This collapse confirms the analysis of those who, like us, have been arguing for a decade that Bashar al-Assad and his clan of

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La caduta di Assad per mano delle milizie islamiste è la liberazione del popolo siriano? Ci sono molte ragioni per dubitarne

Con una rapidità che ha del sensazionale il regime di Assad è crollato. Venuto meno in sequenza il sostegno di Hezbollah, dell’Iran e da ultimo della Russia, il suo apparato di potere si è disfatto come neve al sole anche nella sua roccaforte storica Damasco, che ora è nelle mani dell’HTS e dei suoi alleati. Questo tracollo conferma l’analisi di quanti, come noi, sostengono da un decennio che Bashar al-Assad

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Un nuovo capitolo della tragedia siriana (e della guerra mondiale che avanza)

La fulminea presa delle città di Aleppo e Hama da parte della formazione jihadista Hay’at Tahrir al-Sham (HTS, alla lettera: Organizzazione per la liberazione del Levante) ha aperto un’altra fase di caos e di guerra civile nella Siria già straziata da tredici anni di scontri armati e di pesantissime ingerenze delle grandi e medie potenze che se ne contendono il territorio (un territorio strategico) e le risorse. Si tratti di

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Argentina: una sentenza provocatoria contro il Polo Obrero e il movimento piquetero

Trascriviamo il comunicato del Polo Obrero e del Partido Obrero dopo la condanna dei loro attivisti da parte della Corte d’Appello Federale argentina. La sentenza emessa oggi dalla Corte d’Appello Federale contro i militanti del Polo Obrero è un duro colpo alla libertà di organizzazione e di mobilitazione, in base alle esigenze di Bullrich, Milei e Pettovello, responsabili del boicottaggio dei rifornimenti delle mense popolari in tutto il Paese. Aggiunge

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Russia – Boris Kagarlitsky dal carcere: “Non includetemi in nessuno scambio di prigionieri” (Italiano – English)

Riprendiamo da “The Bullet” questa dichiarazione dal carcere di Boris Kagarlitsky, uno dei detenuti politici più noti della Russia, arrestato il 26 luglio 2023 per la sua contrarietà alla guerra in Ucraina (definita una “giustificazione del terrorismo”), e poi condannato a 5 anni di colonia penale da una corte d’appello militare (pur non essendo un militare, e pur non essendo la Russia ufficialmente in guerra). Dopo l’invasione dell’Ucraina, Kagarlitsky ha

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Argentina (10) – La mattanza del proletariato argentino per mano della dittatura militare

Pubblichiamo il 10° di una serie di articoli sulla recente storia dell’Argentina Alla XI Conferenza degli eserciti americani tenutasi a Montevideo nel novembre del 1975, presente la rediviva presidente già dimissionaria Isabel Perón, il gen. Jorge Videla, che guiderà il Golpe da lì a pochi mesi, dichiara: “In Argentina morirà il numero di persone necessario per conseguire la sicurezza del paese.” Del resto, la DNS (Doctrina de Seguridad Nacional), linea repressiva continentale

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La caccia ai renitenti alla leva in Ucraina (video)

Mentre il fronte del Donbass sta letteralmente crollando per ammissione dello stesso stato maggiore dell’esercito ucraino; mentre da Washington a Roma si continua a giurare eterno appoggio all’Ucraina di Zelensky affinché sacrifichi fino all’ultimo vivente i suoi uomini e le sue donne per i sordidi interessi dei capitalisti e degli stati della NATO, e dei loro servitori ucraini; si incanaglisce in Ucraina la caccia agli uomini in età di leva

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Germania: con i licenziamenti di massa alla Volkswagen finisce un’epoca

Lunedì 28 ottobre, Daniela Cavallo, la presidente del Consiglio di fabbrica (Betriebsrat) della Volkswagen in Germania, ha annunciato ai lavoratori il piano del colosso automobilistico tedesco di chiudere tre stabilimenti e licenziare circa 15 mila operai (i primi annunci parlavano addirittura di 30 mila), con tagli al personale trasversali anche ai restanti stabilimenti in territorio tedesco (10 in totale). A ciò si aggiunge la “necessità” di tagliare i salari del

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Valencia: è stata davvero una giornata particolare?

Abbiamo deciso di partire dal post che riportiamo qui sotto, uno dei tanti apparsi in rete ieri immediatamente dopo l’arrivo delle prime immagini da Valencia, spontanea reazione vitale a questo nuovo “evento climatico estremo”, perché l’appello all’azione è la cosa principale, soprattutto ora che è in arrivo una violenta stretta repressiva contro qualsiasi azione di protesta. Le leggi del governo Meloni – a cominciare dal DDL Piantedosi-Nordio-Crosetto – parlano chiaro!

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