Nel silenzio quasi generale dei mezzi di comunicazione nostrani, fra il 25 e il 26 luglio ha avuto luogo un significativo episodio della lotta di classe in India. foto da "The Times of India" A Gurgaon, nello Stato dell’Haryana (area di Delhi) si sono verificati duri scontri tra i lavoratori della Honda Motorcycles and Scooters India Ldt e la polizia, che cercava di bloccarne il corteo.Nello stabilimento si producevano circa
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Comunicati generici
Contro l’imperialismo e il suo terrorismo
Gli efferati attentati terroristici di Londra mostrano ancora una volta l’imbarbarimento della politica e della società borghesi. New York, Kabul, Baghdad, Istanbul, Madrid, Londra: il terrorismo di settori minoritari di una borghesia parassitaria, gonfia di petrolio e dollari, frustrata nelle sue ambizioni di guidare i popoli arabi e nelle sue velleità di potenza, risponde al terrorismo su vasta scala – chiamato guerra – delle potenze imperialiste massacrando alla cieca i
Continua a leggereResistenza e lotta di classe
Per i comunisti rivoluzionari, l’attualità della Resistenza e della lotta antifascista sta nell’istinto di classe che la lotta antifascista ha portato con sé. Un istinto che neanche i limiti che l’egemonia borghese riuscì ad imporre al moto resistenziale, ingabbiandolo, sono riusciti a cancellare, nonostante sessant’anni di retorica patriottica costruita dalle correnti politiche staliniste, cattoliche, liberali, che influenzarono la direzione della Resistenza.Oggi, sessant’anni dopo, siamo di nuovo a ricordare l’attualità della
Continua a leggereDue anni di massacri in Iraq
Contro l’imperialismo italiano
Sono passati due anni dall’invasione anglo-americana dell’Irak e poco meno dalla partecipazione italiana all’occupazione. Due anni, probabilmente oltre 100 mila morti, mezzo paese in rovina, e ancora massacri quotidiani, mentre la resistenza baathista-sunnita appare tutt’altro che domata e alimenta la guerra civile.Dopo un decennio di sanzioni ONU pagate dalla popolazione civile (e che hanno permesso a Saddam, accoliti baathisti e amici occidentali, anche italiani, di arricchirsi scandalosamente con i traffici
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Pagine Marxiste n. 9 (agosto-ottobre 2005)
Insicurezza sociale (Welfare e business)Una Grande Coalizione per il capitalismo tedescoCostituzione, regioni e petrolio in IrakLa tormentata questione palestineseIl capitalismo cinese a caccia di petrolioRespiro di guerra dello Stato imperialista (La formazione economico-sociale americana)POTASSA. Storie di sovversivi, migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi (Letture e recensioni)
Continua a leggereRifinanziata l’occupazione italiana in Iraq
Dal Parlamento un sì e un no imperialisti
Al voto in Senato per il rifinanziamento della missione militare in Iraq, la sinistra parlamentare ha votato no. Ma era un “sì, se solo” il governo avesse accettato di mettere un distintivo ONU o UE sulla divisa delle truppe italiane, offrendo una foglia di fico al loro patriottismo imperialista.Piero Fassino (Segr. Ds): “Se il Consiglio di sicurezza ci dice che la presenza italiana è utile, allora ha un senso restare”
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Pagine Marxiste n. 8 (maggio-luglio 2005)
Il modello italiano in declino (Liberismo per i lavoratori, protezione per i borghesi)Contraccolpi dell’allargamento UEL’Est si bilancia (Allargamento UE)La chiesa cattolica nel nuovo millennioEmigranti d’ItaliaA Kobe è deragliato il capitalismo (Giappone)UN COMUNISTA DI MENO – Riflessioni a sessant’anni dall’omicidio del compagno Mario Acquaviva (Capitoli di storia militante)
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Pagine Marxiste n. 7 (marzo-aprile 2005)
Né protezionismo né liberismo. Internazionalismo dei lavoratori (Tessile, globalizzazione, Cina)Le spedizioni dell’imperialismo italiano (I)Iraq – Insidiosi esiti della democrazia d’esportazioneLa marcia tedesca in Africa tra mediazione e sovversione (Le direttrici dell’imperialismo tedesco)Contesa in Asia Centrale (Kirghizistan)FERRUCCIO GHINAGLIA (Capitoli di storia militante)SESSANT’ANNI FA L’OMICIDIO DEL COMPAGNO FAUSTO ATTI
Continua a leggereIrak, un voto passato per le armi
Si è aperta la fanfara sul successo delle “elezioni democratiche” in Irak.Non ci associamo a quegli entusiasmi. Le elezioni non risolvono i problemi creati dall’invasione e dall’occupazione – e molto prima dalla spartizione coloniale che ha creato l’Irak. La strada dell’Irak rimane lastricata di violenza e di sangue.Tra filo spinato e mitra ha votato una maggioranza degli sciiti e dei curdi, mentre la stragrande maggioranza degli abitanti delle zone sunnite
Continua a leggereLa dittatura del debito – La World Bank e Haiti/La responsabilità dell’Unione Europea nella destabilizzazione di Haiti
Haiti, catastrofi naturali CounterPunch 050114 La dittatura del debito – La World Bank e Haiti Yves Engler – La Banca Mondiale ha di recente annunciato la concessione di 73 milioni di $ in contanti al governo haitiano di Gerard Latortue, insediato da parte di potenze straniere dopo che il Presidente (regolarmente eletto) Jean Bertrand Aristide fu costretto a lasciare l’incarico. o Haiti deve comunque pagare 52 milioni di $ di arretrati
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