
Nei giorni scorsi è stato lanciato dalla TIR, dal Partido Obrero, da Liberazione comunista, dal SEP, dal SWP e dal MLPD un appello per costituire una Rete internazionale e internazionalista di lotta contro la repressione statale e la persecuzione politica, che sempre più duramente si sta abbattendo contro le organizzazioni politiche e di massa operaie e proletarie, nonché contro i movimenti sociali ed ecologisti con una potenzialità anticapitalista. Questo appello, che pubblichiamo qui in Italiano, inglese, spagnolo e turco e prevede un primo momento di organizzazione il 26 aprile in un Forum on line, si rivolge anche in Italia a tutti gli organismi che condividono la necessità di rispondere agli attacchi degli apparati statali destinati ad intensificarsi in questi tempi di corsa al riarmo e alla guerra, unendo le forze, anziché in ordine sparso. Come si è cercato di fare, negli ultimi mesi, con l’attività della Rete Libere/i di lottare contro il DDL Piantedosi-Nordio-Crosetto. (Red.)
APPELLO PER ORGANIZZARE UN FORUM INTERNAZIONALE CONTRO LA PERSECUZIONE E REPRESSIONE POLITICA
Da un capo all’altro del pianeta, le masse lavoratrici stanno organizzando la lotta in difesa delle loro conquiste e dei loro diritti, contro le barbare conseguenze della crisi capitalista che vengono scaricate sulle loro spalle. Negli ultimi anni sollevazioni, scioperi e mobilitazioni di massa hanno affrontato gli attacchi dei governi capitalisti, dagli scioperi di massa in Europa alle rivolte in Medio Oriente e in America Latina. Dalle lotte di piazza in Argentina nel 2017 e negli Stati Uniti nel 2020 alla lotta della Resistenza palestinese contro l’imperialismo e il sionismo e al massiccio movimento di solidarietà internazionale che si è creato intorno ad essa.
Ma anche da un capo all’altro del pianeta, queste lotte e le organizzazioni che le masse hanno creato per portarle avanti diventano immediatamente oggetto della più dura persecuzione da parte dei governi capitalisti che attaccano il diritto di sciopero, di organizzazione e di protesta e scatenano la più implacabile persecuzione politica e il maccartismo.
Con l’aggravarsi della crisi del sistema sociale capitalista nel suo complesso – in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina e lo scoppio della guerra aperta tra la NATO e la Russia in Ucraina – ha preso corpo una crescente corsa alla guerra inter-imperialista su scala globale, che richiede l’intensificazione della repressione anche come misura preventiva. Nella storia del capitalismo, la preparazione delle guerre ha sempre corrisposto alla brutale restrizione delle libertà democratiche (là dove c’erano), e questo sta accadendo anche ora.
Le organizzazioni che lottano contro il genocidio del popolo palestinese sono perseguitate e accusate di essere “antisemite” dai complici del criminale governo Netanyahu, che includono innumerevoli gruppi neonazisti. Per condurre la loro guerra al servizio degli oligarchi capitalisti russi e della NATO, Putin e Zelensky hanno praticamente eliminato ogni residuo di diritto democratico in Russia e Ucraina, a partire dal diritto di sciopero. Nei Paesi occidentali è in corso una sistematica guerra di propaganda e spietate misure repressive contro gli emigranti e gli immigrati, con l’adozione di piani di deportazione contro coloro che vengono presentati come nemici interni.
In tutto il mondo, i governi capitalisti perseguitano le proteste ambientali dei popoli contro il saccheggio capitalista del nostro habitat e, per giustificare il persistere irrisolto della crisi, additano come capro espiatorio i “privilegi” delle minoranze, promuovendo l’attacco ai loro diritti e alle loro organizzazioni. Cercano così di criminalizzare i movimenti per la difesa dei diritti delle donne, dei neri, dei latinos, dei musulmani e delle persone LGBTQ+, per farli apparire come responsabili del disastro economico e del crescente impoverimento delle condizioni di vita di ciascuna nazione capitalista e per giustificare le tendenze fasciste in crescita. Molti di questi governi (Milei, Trump, ecc.) giocano persino con la formazione di gruppi paramilitari per reprimere le proteste popolari.
Democratici e filofascisti, progressisti e conservatori, “di sinistra” e di estrema destra, tutti i governi capitalisti praticano questa politica persecutoria e repressiva. Nella Gran Bretagna del Partito Laburista di Starmer, è stata appena lanciata una campagna di deportazione degli immigrati in linea con l’agenda del governo filo-fascista di Trump. In Germania, la “destra democratica” della CDU ha appena sottoscritto la politica sull’immigrazione dell’estrema destra dell’AFD. In Francia, Macron ha represso selvaggiamente tutti gli scioperi e le proteste del movimento sindacale contro i suoi piani di adeguamento e riforma del sistema pensionistico. La guerra genocida del sionismo contro le organizzazioni della resistenza palestinese che lottano per conquistare il diritto elementare all’esistenza nazionale non sarebbe stata possibile senza la fornitura incondizionata di bombe da parte del governo democratico dei progressisti Biden e Blinken.
I governi borghesi nazionalisti e filofascisti sono, ovviamente, profondamente repressivi. Nell’Italia del governo Meloni, la strada verso uno Stato di polizia ultra-repressivo ha fatto un passo avanti decisivo con l’approvazione della legge sulla “sicurezza” lo scorso ottobre in una delle due camere del Parlamento. In Argentina, Milei ha preso di mira il Polo Obrero e il movimento piquetero che lotta contro la principale conseguenza della crisi capitalistica, la disoccupazione, mettendo illegalmente sotto processo i suoi principali leader. In Turchia, mentre proclama ipocritamente il suo sostegno alla causa palestinese, il nazionalista Erdogan reprime e imprigiona i militanti del movimento di liberazione curdo e del socialismo rivoluzionario che si oppongono al suo programma antioperaio e di oppressione nazionale. In Cina, il regime del PCC si regge su un autoritarismo illimitato che garantisce la stabilità delle condizioni di supersfruttamento subite dalla classe operaia più numerosa del mondo. A Cuba, in Nicaragua, in Perù e in Venezuela, la repressione delle lotte operaie e dell’opposizione di sinistra è la norma e il numero di prigionieri politici è in aumento.
Le politiche repressive dei governi capitalisti, la tendenza degli Stati borghesi a spazzare via i più elementari diritti democratici e ad acquisire tratti sempre più autoritari, polizieschi e fascisti, non possono che aggravarsi di pari passo con il perdurare della crisi, con l’intensificarsi del supersfruttamento delle masse lavoratrici e, con esse, della lotta di classe e – soprattutto – con l’accelerazione della corsa al riarmo e a una nuova guerra inter-imperialista.
Pur essendo valido il ricorso a canali istituzionali e formali di contestazione e denuncia, le offensive repressive dei governi capitalisti saranno sconfitte solo dalla mobilitazione delle masse, utilizzando i metodi di lotta e organizzazione che il proletariato ha sviluppato nel corso della sua storia.
Per questo motivo, le organizzazioni firmatarie ritengono essenziale che le organizzazioni politiche, sociali e per i diritti umani disposte a pronunciarsi e a mobilitarsi attivamente contro questa offensiva repressiva globale coordinino le loro azioni in modo che la denuncia delle persecuzioni contro le organizzazioni, i loro militanti e i loro leader sia ascoltata in tutti gli angoli del pianeta. Come tappa di questo percorso, stiamo organizzando un “Forum internazionale contro la persecuzione e la repressione politica”, che si terrà online il 26 aprile. Chiediamo a tutte le organizzazioni disposte ad assumersi questo compito di partecipare alla preparazione di questo Forum e di renderlo un successo.
La nostra intenzione è quella di creare una rete efficace per lottare contro la persecuzione delle organizzazioni operaie, in solidarietà con la Palestina, contro il militarismo e la militarizzazione di tutti gli aspetti della vita sociale, contro la catastrofe ambientale e contro qualsiasi attacco alle libertà politiche e alle condizioni di vita. Pertanto, invitiamo le organizzazioni politiche, sindacali e per i diritti umani interessate a co-organizzare il forum a partecipare a una riunione virtuale di pianificazione il 21 marzo e tutti coloro che desiderano partecipare a iscriversi e a presentare un breve riassunto dei casi di repressione o persecuzione politica che vogliono denunciare attraverso il Forum. Siamo convinti che l’urgente necessità di solidarietà con la classe lavoratrice contro la repressione di Stato richieda la costruzione di un fronte unico che attraversi le differenze politiche esistenti all’interno della nostra classe per reagire insieme come un tutto unico.
Per contatti: againstrepressionforum@gmail.com
Primi organizzatori:
Liberazione Comunista (Grecia)
MLPD Partito Marxista Leninista di Germania
PO Partido Obrero (Argentina)
SEP Partito Socialista dei Lavoratori (Turchia)
SWP Socialist Workers Party (Great Britain)
TIR Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria